La mediazione digitale in tempo di covid

La mediazione digitale in tempo di COVID – Prima parte
La produzione normativa in epoca di emergenza sanitaria ha portato alla codificazione di un procedimento ad alto tasso di innovazione digitale, che merita di essere analizzato per le implicazioni che porta con sé in tema di gestione e conservazione documentale.
Il riferimento è al comma 20 bis dell’art. 83 d.l. 18 del 2020, che regolamenta il procedimento di mediazione da remoto con una disciplina destinata a trovare applicazione anche al termine dello stato di emergenza. È utile ricordare che, secondo la norma in esame, gli incontri di mediazione possono svolgersi da remoto, mediante l’utilizzo di sistemi di videoconferenza e con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento compreso il mediatore.
Il legislatore ha anche definito un preciso iter documentale secondo il quale l’avvocato, che sottoscrive con firma digitale il verbale o l’accordo di conciliazione, può dichiarare autografa la sottoscrizione del proprio cliente collegato da remoto ed apposta in calce ai suddetti documenti. Si prevede poi che il verbale relativo al procedimento di mediazione svoltosi in modalità telematica venga sottoscritto dal mediatore e dagli avvocati delle parti con firma digitale ai fini dell’esecutività dell’accordo prevista dall’articolo 12 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. A tal fine, il mediatore, apposta la propria sottoscrizione digitale, trasmette tramite posta elettronica certificata agli avvocati delle parti l’accordo così formato.


IL CONCORDATO PREVENTIVO

IL CONCORDATO PREVENTIVO
La percentuale di soddisfacimento dei creditori chirografari costituisce requisito di validità della proposta concordataria, al cui riscontro il giudice deve procedere già in sede di ammissione alla procedura
La procedura concordataria «tende […] alla risoluzione della crisi di impresa» ( <ntplusdiritto.ilsole24ore.com/viewer?appid=4239&redirect=false&orig ine=diritto#showdoc/34700879> Cass. civ., Sez. I, 20 febbraio 2020, n. 4329) e consente all’imprenditore commerciale di evitare, mediante la regolazione dei rapporti debitori in maniera concertata con i creditori, che lo stato di crisi evolva in fallimento.
Ciò in ragione della «ravvisata opportunità di privilegiare soluzioni di composizione idonee a favorire, per quanto possibile, la conservazione dei valori aziendali, altrimenti destinati ad un inevitabile quanto inutile depauperamento»
La proposta concordataria deve essere accompagnata dalla relazione predisposta da un professionista indipendente, scelto dal debitore, il quale deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano.
Quanto ai presupposti per l’ammissione alla procedura, la proposta di concordato «deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare dei crediti chirografari» (art. 160, co. 4, L.F

Mediazione obbligatoria

MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

La <i2.res.24o.it/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANI_VERTICALI/Onl ine/_Oggetti_Embedded/Documenti/2021/04/09/03_APP-MILANO-04-03-2021-712.pdf> Corte di Appello di Milano, Sezione IV civile, con sentenza 4 marzo 2021, n. 712, afferma che lo speciale potere sanzionatorio accordato dal Dlgs n. 28 del 2010 al giudice, a fronte della diserzione dell’incontro programmato avanti all’organismo di mediazione da parte dei contendenti che si siano poi costituiti in giudizio, è un potere officioso il quale deve essere esercitato obbligatoriamente in presenza della condizione legittimante individuata dalla norma, cioè della mancata partecipazione al procedimento senza giustificato motivo.

LOCAZIONI COMMERCIALI E COVID 19

Locazioni commerciali e Covid-19, il lockdown non consente la risoluzione di diritto del contratto
Le mutate condizioni economiche causate dalla pandemia in corso, che incidono sulla produttività di un’attività commerciale, non rilevano sotto il profilo causale del contratto di locazione. Pertanto, non può essere chiesta dal conduttore la risoluzione di diritto del contratto per impossibilità sopravvenuta dell’utilizzazione della prestazione. <i2.res.24o.it/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANI_VERTICALI/Onl ine/_Oggetti_Embedded/Documenti/2021/03/06/Tribunale_roma_%20FIDEIUSSIONE%20 COVID.pdf> Ad affermarlo è il Tribunale di Roma con una ordinanza datata 25 febbraio 2021 su un tema molto caldo e destinato ad avere sempre più spazio nelle aule di giustizia. Per i giudici capitolini, quindi, il Covid-19 e la normativa emergenziale che ha imposto il lockdown non possono condurre alla risoluzione dei contratti di locazione. Per il Tribunale, inoltre, se in relazione al contratto contestato vi è un contratto autonomo di garanzia a tutela delle ragioni del locatore, non assumono rilievo nemmeno le questioni sollevate dal conduttore in ordine alla buona fede contrattuale o alla mancata rinegoziazione del contratto.


Live From The Field

Legal Tech: le buone prospettive 2021

Gartner, la ben nota società che si occupa di consulenza strategica, prevede che entro il 2023, il 33% degli studi e dei dipartimenti legali aziendali avrà un esperto di tecnologia legale dedicato, per supportare la crescente automazione dei flussi di lavoro interni principali.
Esperti di tecnologia legale dedicati – o coloro che hanno una buona conoscenza sia del servizio legale che della tecnologia – avranno un ruolo chiave per gli studi e i dipartimenti legali .
C’è da essere ottimisti perché tutti i commentatori ritengono che quello della legal tecnology sia un settore destinato a crescere e a migliorare le prestazioni.
I settori di legal innovation che “tirano di più” (a livello globale) sono contract management e document management.

Digitalizzazione delle prove

Digitalizzazione della giustizia: le nuove norme UE
Digitalizzazione delle prove.

Tema decisivo per accelerare i procedimenti giudiziari transfrontalieri è quello dell’assunzione delle prove in uno Stato membro diverso. Il regolamento 1206/2001 aveva già istituito un sistema diretto di scambio delle prove richieste ed assunte tra le autorità giudiziarie di stati membri diversi. Tuttavia i contatti tra gli organi giudiziari avvengono ancora tramite supporto cartaceo, con costi alti e lunghe procedure per consentire ai giudici di assumere la prova testimoniale e ritrasmetterla all’autorità giudiziaria richiedente. Il nuovo provvedimento del Parlamento, anch’esso del 23 novembre scorso, introduce l’utilizzo delle videoconferenze internazionali per l’assunzione di prove oltre confine, prevede la trasmissione elettronica delle prove raccolte e fonda il principio del reciproco riconoscimento tra gli Stati membri delle prove digitali.


LEGAL TECH

Legal Tech: le buone prospettive 2021

Gartner prevede che entro il 2023, il 33% dei dipartimenti legali aziendali avrà un esperto di tecnologia legale dedicato, per supportare la crescente automazione dei flussi di lavoro interni principali.
Esperti di tecnologia legale dedicati – o coloro che hanno una buona conoscenza sia del servizio legale che della tecnologia – saranno un ruolo chiave per i dipartimenti legali .
C’è da essere ottimisti perché tutti i commentatori ritengono che quello della legal tecnology sia un settore destinato a crescere e a migliorare le prestazioni.
I settori di legal innovation che “tirano di più” (a livello globale) sono contract management e document management.

DIGITALIZZAZIONE DELLA GIUSTIZIA

Digitalizzazione della giustizia: le nuove norme UE

La notificazione degli atti introduttivi nei Paesi UE, quando una delle parti è domiciliata in un altro stato membro.

I dati raccolti dalle ricerche europee, dimostrano che i difetti nelle notificazioni dell’atto introduttivo sono la principale giustificazione per negare il riconoscimento di una sentenza emessa in un altro Stato Membro ed impedirne quindi l’esecuzione. Le notificazioni e le comunicazioni transfrontaliere degli atti giudiziari sono state finora affidate esclusivamente alla trasmissione degli atti per posta e gestite attraverso un sistema centralizzato, cioè basato sugli scambi tra le autorità mittenti e riceventi dei singoli stati. Per superare le lentezze e le incertezze degli scambi postali e del sistema centralizzato, il 23 novembre scorso il Parlamento Europeo ha approvato la modifica del regolamento 1393/2007 puntando sulla notificazione elettronica degli atti. L’obiettivo è quello di creare un sistema informatico decentralizzato che riunisca i diversi sistemi nazionali, attraverso il quale i documenti e gli atti potranno essere scambiati elettronicamente in modo immediato e sicuro.
Altro tema decisivo per accelerare i procedimenti giudiziari transfrontalieri è quello dell’assunzione delle prove in uno Stato membro diverso. Il regolamento 1206/2001 aveva già istituito un sistema diretto di scambio delle prove richieste ed assunte tra le autorità giudiziarie di stati membri diversi. Tuttavia i contatti tra gli organi giudiziari avvengono ancora tramite supporto cartaceo, con costi alti e lunghe procedure per consentire ai giudici di assumere la prova testimoniale e ritrasmetterla all’autorità giudiziaria richiedente. Il nuovo provvedimento del Parlamento, anch’esso del 23 novembre scorso, introduce l’utilizzo delle videoconferenze internazionali per l’assunzione di prove oltre confine, prevede la trasmissione elettronica delle prove raccolte e fonda il principio del reciproco riconoscimento tra gli Stati membri delle prove digitali.
Ma le novità non finiranno qui

( avv.Sara Occhipinti)

Il patto di famiglia

Il patto di famiglia
Il nuovo principio fissato dalla Cassazione con la sentenza n. 29506/2020 conferisce nuovo slancio all’utilizzo del patto di famiglia
Si pensi al caso in cui padre intenda trasferire al figlio Tizio, mediante stipula di un patto di famiglia, la partecipazione di controllo nella società di famiglia e la famiglia si componga anche di Madre e di Caia, sorella di Tizio. Supponendo, per semplicità, che Madre intenda rinunciare a qualsiasi compensazione derivante dalla stipula di tale patto di famiglia, Tizio dovrebbe liquidare la sorella Caia secondo quanto previsto dall’art. 768-quater c.c. che prevede che gli altri partecipanti al contratto (diversi da disponente e assegnatario), qualora non vi rinunzino in tutto o in parte, debbano essere liquidati con il pagamento di una somma corrispondente al valore delle quote previste dagli artt. 536 e seguenti (successione necessaria) del codice civile. Supponendo che, a seguito di valutazione del valore della partecipazione, emerga che la quota di liquidazione spettante alla sorella Caia sia pari ad Euro 1.000.000, si avrebbero effetti notevolmente diversi seguendo le due linee interpretative proposte dalla Cassazione:
infatti, secondo l’ordinanza n. 32823/2018, dove era stato fissato il principio secondo cui l’attribuzione effettuata dal legittimario assegnatario a favore del legittimario non assegnatario dovesse essere tassata come un’attribuzione tra fratelli, la liquidazione da Tizio a Mevia, di Euro 1.000.000,00, dovrebbe scontare una imposta pari al 6% con una franchigia di 100.000 euro, quindi: 6%*900.000= 54.000 euro
diversamente, stando alla recente sentenza si dovrebbero tenere in considerazione non più aliquota e franchigia previste fra fratelli ma bensì quelle previste fra padre e figlia; nel caso di specie quindi, supponendo l’inesistenza di precedenti donazioni fra padre e figlia, la liquidazione da Tizio a Caia, di Euro 1.000.000, dovrebbe scontare una imposta pari al 4% con una franchigia di Euro 1.000.000, e quindi l’imposta sarebbe zero.
Il patto di famiglia presenta il pregio di poter realizzare mediante atto tra vivi ciò che – con riguardo all’azienda di famiglia e/o alle partecipazioni detenute nella società di famiglia – era già consentito fare con testamento o donazione, salvo per il fatto che nel caso di patto di famiglia è esclusa l’esperibilità dell’azione di riduzione.

La giustizia riparte: le indicazioni del ministero

Lucia Izzo 

La circolare, di cui aveva parlato il Ministro Bonafede, fornisce indicazioni ai capi degli uffici giudiziari per la maggiore e progressiva ripresa delle attività a giugno e luglio.

Una circolare con le misure per accelerare la ripartenza della giustizia, che “riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo e, in generale, mira a garantire, per quanto possibile, la regolare celebrazione delle udienze, in condizioni di sicurezza, già a partire dal 1° luglio 2020”.

La sua imminente pubblicazione era stata anticipata con queste parole dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che, stante il mutamento del contesto sanitario aveva parlato di “un ritorno alla normalità per la giustizia”.

Il provvedimento, datato 12 giugno 2020, è rivolto ai capi degli uffici giudiziari e fornisce indicazioni operative e organizzative a supporto di una maggiore ripresa delle attività nei mesi di giugno e luglio, tratteggiando alcune soluzioni per gli aspetti rimasti maggiormente critici.

Facendo seguito alle precedenti circolari, il nuovo documento tiene conto delle interlocuzioni avute in questo primo periodo dell’avvio della cd. fase due, con i vertici dei distretti, con l’Avvocatura e con le rappresentanze sindacali e anzi raccomanda di proseguire il costante confronto con i COA locali, con le organizzazioni sindacali.

In particolare, si richiama la precedente circolare del 2 maggio che offriva direttive organizzative, dividendo il periodo dal 12 maggio al 31 luglio in tre momenti distinti (maggio, giugno e luglio), e consigliando l’implementazione crescente delle attività, conformata all’osservazione del progredire del contesto epidemiologico nel suddetto periodo.

Distretto della Corte di Appello di Torino

Ritorno all’ordinaria attività giurisdizionale

Il dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi evidenzia come, “nonostante un paradigma organizzativo/logistico piuttosto uniforme nel panorama degli uffici giudiziari italiani (sanificazioni, acquisto di materiale igienizzante per le mani, uso DPI, avvio aper­ture pomeridiane, ecc.), si registra indubitabilmente una forte variabilità delle linee guida di ripresa dell’attività giudiziaria, fatto questo che sta costituendo una delle maggiori criticità del periodo”.

Tuttavia, il miglioramento del contesto pandemico pressoché in tutte le regioni italiane ha portato a emanare una normativa che ha dettato, da un lato, la ripresa della cd. “socializza­zione” e la fine lockdown, e dall’altro ha definito il nucleo delle misure sanitarie neces­sarie, quale paradigma di prevenzione della salute, per la ripresa di tali attività e per la mobilità dei cittadini.

Il Ministero precisa che la gestione della seconda fase dell’emergenza epidemio­logica negli Uffici giudiziari richiede, innanzitutto, al fine di consentire un ritorno più ampio all’or­dinaria attività giurisdizionale, l’adozione di alcune misure di sicurezza e di prevenzione sanitaria che sono oramai diventate presidio di sicurezza nei nostri uffici, e che constano ampiamente dispiegate grazie all’attività sino ad oggi proficuamente svolta.

Pertanto, ove non già provveduto, si invita alla maggiore e progressiva ripresa, per i mesi di giugno e luglio dell’attività amministrativa e giudiziaria degli uffici nel quadro di compatibilità territoriale con il miglio­ramento del contesto epidemiologico, mantenendo le prescrizioni sanitarie e logistiche sino ad oggi consigliate nelle precedenti circolari e richiamate nel paragrafo successivo.

Igiene luoghi di lavoro e sicurezza degli ambienti

Il Ministero conferma la sua attenzione alla materia dell’igiene e della sicurezza dei luoghi di lavoro. Si rammentano le prescrizioni normative e quelle fornite con le precedenti circolari per supportare l’azione degli Uffici giudiziari e perseguire l’obiettivo di garantire adeguati livelli di protezione per i magistrati e per tutto il personale amministrativo. Tale obiettivo è stato attuato, in primis, fornendo la materiale fornitura di dispositivi di protezione individuale in favore di quelle realtà segnate da elevate criticità.

Gli uffici giudiziari sono stati con immediatezza autorizzati ad effettuare acquisti diretti di materiale igienico sanitario e DPI a protezione delle vie respiratorie da destinare ai magistrati ed al personale amministrativo in servizio.

Pertanto, ove non già provveduto, si raccomanda il mantenimento del rispetto del nucleo delle prescrizioni igienico sanita­rie, nonché il mantenimento e il miglioramento delle misure organizzative e logisti­che dettate dalla normativa e dalle precedenti circolari.

Misure organizzative del personale

Per quanto riguarda la gestione del personale la circolare segnala come, a seguito dei contatti avuti con Avvo­catura e organizzazioni sindacali, è emerso che alcune criticità proprio in tema di apertura del servizio, nonché di gestione organizzativa, si sono registrate negli uffici Unep e del giudice di pace.

Si raccomanda ai capi degli uffici, dunque, una specifica sensibilità per tali settore, continuando a segnalare le criticità incontrate nella ripresa delle attività per tali uffici, al fine di con­sentire di offrire il dovuto supporto per la loro soluzione

Ancora, il Minsero invita a utilizzare quanto più possibile gli istituti contrattuali e le forme di organizzazione del lavoro con orario flessibili, turnazioni e orario pomeridiano, rotazione dei servizi di cancelleria, orario multiperiodale e co-working.

Si raccomanda, inoltre, di operare una diversa modulazione del rapporto tra lavoro in presenza rispetto al lavoro agile, in termini quantitativi ai fini di una progressiva maggiore ripresa delle attività amministrative e giudiziarie degli uffici per i mesi di giugno e luglio.

Digitalizzazione del processo

A seguito delle novità introdotte dal D.L. Cura Italia (n. 18/2020), il Ministero conferma di stare proseguendo il percorso di remotizzazione del processo e del lavoro del personale di magistratura e dipendente, accompagnando la remotizzazione di alcuni con l’acquisto di un quantitativo di PC portatili per il personale dipendente che a breve saranno distribuiti per le con­crete necessità mappando attività e destinatari, e con ulteriori valutazioni effettuate unitamente alle autorità competenti per la remotizzazione di ulteriori servizi.

Si invitano i Capi degli uffici e i Dirigenti amministrativi ad adoperarsi per l’ampia adozione degli strumenti informatici, al monitoraggio dell’utilizzo degli strumenti da remoto del personale abilitato, e all’adozione di modalità organizzative di accesso dell’utenza ai servizi di presidio con modalità che facciano ricorso alle tecnologie di comune uso, in aderenza con lo spirito del D.L. 18/2020, anche mediante stipula di protocolli con le istituzioni ter­ritoriali interessate, quali i locali Consigli dell’Ordine degli avvocati e altre professioni.