La giustizia riparte: le indicazioni del ministero

Lucia Izzo 

La circolare, di cui aveva parlato il Ministro Bonafede, fornisce indicazioni ai capi degli uffici giudiziari per la maggiore e progressiva ripresa delle attività a giugno e luglio.

Una circolare con le misure per accelerare la ripartenza della giustizia, che “riequilibra il rapporto tra lavoro in presenza e lavoro da remoto del personale amministrativo e, in generale, mira a garantire, per quanto possibile, la regolare celebrazione delle udienze, in condizioni di sicurezza, già a partire dal 1° luglio 2020”.

La sua imminente pubblicazione era stata anticipata con queste parole dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che, stante il mutamento del contesto sanitario aveva parlato di “un ritorno alla normalità per la giustizia”.

Il provvedimento, datato 12 giugno 2020, è rivolto ai capi degli uffici giudiziari e fornisce indicazioni operative e organizzative a supporto di una maggiore ripresa delle attività nei mesi di giugno e luglio, tratteggiando alcune soluzioni per gli aspetti rimasti maggiormente critici.

Facendo seguito alle precedenti circolari, il nuovo documento tiene conto delle interlocuzioni avute in questo primo periodo dell’avvio della cd. fase due, con i vertici dei distretti, con l’Avvocatura e con le rappresentanze sindacali e anzi raccomanda di proseguire il costante confronto con i COA locali, con le organizzazioni sindacali.

In particolare, si richiama la precedente circolare del 2 maggio che offriva direttive organizzative, dividendo il periodo dal 12 maggio al 31 luglio in tre momenti distinti (maggio, giugno e luglio), e consigliando l’implementazione crescente delle attività, conformata all’osservazione del progredire del contesto epidemiologico nel suddetto periodo.

Distretto della Corte di Appello di Torino

Ritorno all’ordinaria attività giurisdizionale

Il dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi evidenzia come, “nonostante un paradigma organizzativo/logistico piuttosto uniforme nel panorama degli uffici giudiziari italiani (sanificazioni, acquisto di materiale igienizzante per le mani, uso DPI, avvio aper­ture pomeridiane, ecc.), si registra indubitabilmente una forte variabilità delle linee guida di ripresa dell’attività giudiziaria, fatto questo che sta costituendo una delle maggiori criticità del periodo”.

Tuttavia, il miglioramento del contesto pandemico pressoché in tutte le regioni italiane ha portato a emanare una normativa che ha dettato, da un lato, la ripresa della cd. “socializza­zione” e la fine lockdown, e dall’altro ha definito il nucleo delle misure sanitarie neces­sarie, quale paradigma di prevenzione della salute, per la ripresa di tali attività e per la mobilità dei cittadini.

Il Ministero precisa che la gestione della seconda fase dell’emergenza epidemio­logica negli Uffici giudiziari richiede, innanzitutto, al fine di consentire un ritorno più ampio all’or­dinaria attività giurisdizionale, l’adozione di alcune misure di sicurezza e di prevenzione sanitaria che sono oramai diventate presidio di sicurezza nei nostri uffici, e che constano ampiamente dispiegate grazie all’attività sino ad oggi proficuamente svolta.

Pertanto, ove non già provveduto, si invita alla maggiore e progressiva ripresa, per i mesi di giugno e luglio dell’attività amministrativa e giudiziaria degli uffici nel quadro di compatibilità territoriale con il miglio­ramento del contesto epidemiologico, mantenendo le prescrizioni sanitarie e logistiche sino ad oggi consigliate nelle precedenti circolari e richiamate nel paragrafo successivo.

Igiene luoghi di lavoro e sicurezza degli ambienti

Il Ministero conferma la sua attenzione alla materia dell’igiene e della sicurezza dei luoghi di lavoro. Si rammentano le prescrizioni normative e quelle fornite con le precedenti circolari per supportare l’azione degli Uffici giudiziari e perseguire l’obiettivo di garantire adeguati livelli di protezione per i magistrati e per tutto il personale amministrativo. Tale obiettivo è stato attuato, in primis, fornendo la materiale fornitura di dispositivi di protezione individuale in favore di quelle realtà segnate da elevate criticità.

Gli uffici giudiziari sono stati con immediatezza autorizzati ad effettuare acquisti diretti di materiale igienico sanitario e DPI a protezione delle vie respiratorie da destinare ai magistrati ed al personale amministrativo in servizio.

Pertanto, ove non già provveduto, si raccomanda il mantenimento del rispetto del nucleo delle prescrizioni igienico sanita­rie, nonché il mantenimento e il miglioramento delle misure organizzative e logisti­che dettate dalla normativa e dalle precedenti circolari.

Misure organizzative del personale

Per quanto riguarda la gestione del personale la circolare segnala come, a seguito dei contatti avuti con Avvo­catura e organizzazioni sindacali, è emerso che alcune criticità proprio in tema di apertura del servizio, nonché di gestione organizzativa, si sono registrate negli uffici Unep e del giudice di pace.

Si raccomanda ai capi degli uffici, dunque, una specifica sensibilità per tali settore, continuando a segnalare le criticità incontrate nella ripresa delle attività per tali uffici, al fine di con­sentire di offrire il dovuto supporto per la loro soluzione

Ancora, il Minsero invita a utilizzare quanto più possibile gli istituti contrattuali e le forme di organizzazione del lavoro con orario flessibili, turnazioni e orario pomeridiano, rotazione dei servizi di cancelleria, orario multiperiodale e co-working.

Si raccomanda, inoltre, di operare una diversa modulazione del rapporto tra lavoro in presenza rispetto al lavoro agile, in termini quantitativi ai fini di una progressiva maggiore ripresa delle attività amministrative e giudiziarie degli uffici per i mesi di giugno e luglio.

Digitalizzazione del processo

A seguito delle novità introdotte dal D.L. Cura Italia (n. 18/2020), il Ministero conferma di stare proseguendo il percorso di remotizzazione del processo e del lavoro del personale di magistratura e dipendente, accompagnando la remotizzazione di alcuni con l’acquisto di un quantitativo di PC portatili per il personale dipendente che a breve saranno distribuiti per le con­crete necessità mappando attività e destinatari, e con ulteriori valutazioni effettuate unitamente alle autorità competenti per la remotizzazione di ulteriori servizi.

Si invitano i Capi degli uffici e i Dirigenti amministrativi ad adoperarsi per l’ampia adozione degli strumenti informatici, al monitoraggio dell’utilizzo degli strumenti da remoto del personale abilitato, e all’adozione di modalità organizzative di accesso dell’utenza ai servizi di presidio con modalità che facciano ricorso alle tecnologie di comune uso, in aderenza con lo spirito del D.L. 18/2020, anche mediante stipula di protocolli con le istituzioni ter­ritoriali interessate, quali i locali Consigli dell’Ordine degli avvocati e altre professioni.

Le imprese private finanziano fino a dicembre i loro professionisti: utopia o ipotesi possibile da realizzare in concreto?

Un mio cliente mi ha riferito che una illuminata impresa trentina, di cui egli è agente plurimandatario, per essere vicina alla propria rete distributiva in questo mese di totale blocco delle attività, di assoluta mancanza di ordini e quindi in cui non maturano le provvigioni, ha autorizzato tutti i suoi agenti ad emettere una fattura di euro 2500 per il mese di marzo quale anticipo provvigionale.

Mi sembra un’iniziativa lodevole e degna di pubblicità: in tal modo sono i privati che finanziano, almeno fino a fine anno e senza interessi e senza condizioni e senza altri paletti, i professionisti iscritti ad una casa privata (per gli agenti : Enasarco), sostituendosi in questo modo allo Stato inetto e alle Casse private (che sono parificabili allo Stato quando hanno da prelevare, ma sono assolutamente inesistenti quando hanno da dare).

Lodevole iniziativa che, se fosse estesa anche ad altre situazioni – ad esempio ovunque sia previsto il versamento di acconti sulle parcelle (in modo ricorrente come ad esempio nel caso di consulenze continuative, o meno) – risolverebbe molte situazioni critiche di liquidità in questo difficile periodo: senza la necessità di lamentare la mancanza della elemosina dei 600 € statali, cui peraltro i professionisti sono esclusi per definizione perché iscritti a case private che non intendono aderire a tale iniziativa.

Per l’impresa privata si tratta solo di un’anticipazione entro il medesimo esercizio e per qualche mese di costi futuri, di cui si terrà necessariamente conto e che rientreranno nel conguaglio di fine anno; ma per il professionista si tratta di un finanziamento di liquidità cash per il periodo emergenziale di non poco conto!


Comunicazioni dallo Studio Avvocato Carena

Torino, 23 marzo 2020
Le contraddittorie recenti disposizioni restrittive del Governo e della Regione consentono la continuazione dell’attività degli studi legali, sia pure senza la presenza fisica della clientela e con particolari modalità. Come noto poi, per l’attività giudiziale, le udienze e i termini sono per lo più rinviati a data da destinarsi e sospesi per legge.
Vogliamo quindi rassicurare tutti i nostri contatti, che la nostra attività professionale non è interrotta, anche se per il momento dobbiamo rinunciare alle riunioni personali; e che siamo bene attrezzati per supplire nei migliori dei modi a tale difficoltà contingente. A mero titolo di esempio: proseguiamo a fornire le consulenze, i pareri, i contatti iniziali, le riunioni via Skype o per telefono anche in videochiamata su WhatsApp, lo studio e l’approfondimento delle diverse questioni, la predisposizione di contratti, di atti introduttivi, delle memorie, e delle difese in genere, le trattative tra i legali, ecc….
Ciò nell’interesse principale dei nostri clienti, che con questa circolare VOGLIAMO TRANQUILLIZZARE; ma anche ad evitare l’accumularsi di adempimenti nei giorni futuri in cui – auspichiamo nel più breve tempo possibile – cesserà l’emergenza e riprenderà l’attività con le normali modalità. Dobbiamo essere pronti alla ripresa.
Vi invitiamo quindi ad utilizzare in orario di ufficio non solo il telefono (011.5178599) e la posta elettronica (studio@avvocatocarena), ma anche il semplice collegamento in videoconferenza tramite il PC, via Skype (www.skype.com <www.skype.com> ), al nostro indirizzo:
studioavvocatocarena
oppure tramite altra piattaforma software di videochiamata concordata.
Continuiamo pertanto a tutelare al massimo delle attuali possibilità gli interessi della nostra clientela.
Con i nostri migliori auguri in questo difficile periodo, miei e di tutti i collaboratori
Avv. Vincenzo M. Carena

Studio Avvocato Carena | 10128 Torino – Corso G. Ferraris, 63 – Tel. 39.011.517.85.99 Email: studio@avvocatocarena.it <mailto:studio@avvocatocarena.it>




La ripresa dell’attività degli Avvocati

Siamo in grado, finalmente, di allegare il testo del D.L “Cura Italia”, che è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale, dopo un silenzio non giustificato successivo alla riunione del Consiglio dei Ministri che l’ha approvato: era atteso da tutti!

Per altro, non sembra che vi siano modifiche di rilievo dell’ultimo momento rispetto all’ultima bozza che era circolata nei giorni scorsi.

Teniamo a mettere in evidenza come in più articoli si faccia riferimento ad un secondo termine “finestra” del 30/06/2020, il ché la dice lunga sui tempi previsti dal Governo perché si possa normalizzare la situazione. Certamente le attività, comprese quelle produttive e professionali, non possono permettersi il lusso di una interruzione di due mesi e mezzo fino ad allora.

Ciò significa per gli Studi Legali che da qui al 15/04/2020 (primo termine fissato per la completa interruzione di udienze, mediazioni e negoziazioni), e salva l’adozione da parte del Governo di provvedimenti ulteriormente restrittivi dopo il 03/04/2020, dovremo organizzare seriamente la ripresa dell’attività professionale e l’interruzione della quarantena per il periodo dal 15/04 al 30/06, sia pure adottando quelle cautele che sono state ripetute in tutti i modi e con tutti i mezzi (per esempio art. 83 comma VII del D.L.) da parte del Governo e del Ministero della Sanità, atte o idonee a contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività professionale. È importante, infatti, che gli Studi Legali, in particolare, ma più in generale tutta l’economia nazionale, possano riprendere l’attività: sottolineiamo che i professionisti iscritti a casse di previdenza private esterne all’INPS, come ad esempio la Cassa Forense, sono esclusi nel decreto da qualsiasi agevolazione, prevista invece, oltre che per i lavoratori subordinati, per i semplici detentori di partite IVA non iscritti ad albi professionali.

Non ci nascondiamo per altro che non è con un decreto che si possa intervenire sul blocco psicologico che impedisce agli italiani (in certa misura già in epoca precedente alla pandemia) di ritornare alla “normalità” dei rapporti economici di qualche anno fa, ma tutto può aiutare.

Gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

L’attività professionale dello Studio Avvocato Carena continua senza interruzioni, nonostante l’emergenza sanitaria nazionale.
Ad essere sospese e rinviate a data da destinarsi sono solo le udienze nelle Aule di Giustizia e le riunioni già fissate in studio, e ciò in applicazione delle direttive del Governo.
I Professionisti dello Studio sono presenti in loco o collegati in modalità agile. Il personale è collegato in tale modalità.
La posta elettronica e la messaggistica anche WhatsApp vengono evase in tempo reale.
Le riunioni con la clientela, ove necessario ed urgente, potranno essere effettuate via SKYPE (come per il passato), previo accordo.
In caso di mancata risposta telefonica in orario di ufficio (9-13 / 15-19), Vi preghiamo di insistere (la chiamata a volte potrebbe essere trasferita).



Accettazione tacita, conta la condotta complessiva

Corte di cassazione – Ordinanza 1438/20
Per accertare se c’è stata accettazione tacita di un’eredità, occorre valutare il comportamento complessivo del presunto erede. La Cassazione, nell’ordinanza n. 1438 emessa dalla Sezione VI – 2 depositata il 22 gennaio, torna sul discusso tema della rilevanza degli atti compiuti da un chiamato all’eredità ai fini dell’accettazione tacita, come regolata dall’articolo 476 del Codice civile. Esso sancisce che l’accettazione è tacita quando il chiamato compia un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede.

Avv. Vincenzo M. Carena
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Impugnazione del testamento e litisconsorzio necessario

Procedimento civile – Litisconsorzio – Necessario – In genere – Testamento olografo – Impugnazione per nullità – Litisconsorzio necessario esteso anche agli eredi legittimi – Sussistenza – Fondamento. Nel cause aventi ad oggetto l’impugnazione di un testamento olografo per nullità, in considerazione dell’unità del rapporto dedotto in giudizio, sussiste litisconsorzio necessario anche nei confronti di tutti gli eredi legittimi, in quanto l’eventuale accoglimento della domanda porterebbe alla dichiarazione di invalidità del testamento ed alla conseguente apertura della successione legittima. • Corte di Cassazione, sezione VI-II, ordinanza 18 novembre 2019 n. 29826
Procedimento civile – Litisconsorzio – Necessario – In genere cause d’impugnazione del testamento – Parti necessarie – Individuazione – Fondamento – Fattispecie. Nelle cause aventi ad oggetto l’impugnazione di un testamento (nella specie, con querela di falso) sono parti necessarie, oltre agli eredi istituiti dal “de cuius”, anche tutte le persone che gli succederebbero per legge, in seguito alla caducazione dell’atto di ultima volontà, stante l’unitarietà del rapporto dedotto in giudizio, il quale non potrebbe rimanere regolato, in caso di accoglimento della domanda, dal testamento per alcuni e dalla legge per altri. • Corte di Cassazione, sezione II, ordinanza 27 marzo 2019 n. 8575

Consigli per affrontare il passaggio generazionale 5/5 – La percezione delle criticità future

L’Italia fonda la base del proprio sistema produttivo sulle PMI a gestione famigliare. È fondamentale quindi che vi siano dei meccanismi che consentano un corretto passaggio generazionale delle aziende. Ma come pianificare e governare al meglio questo cambiamento gestendo i contraccolpi del processo successorio? E cosa succede quando la famiglia decide di cedere l’azienda?
Dopo il passaggio generazionale vengono spesso percepite per il futuro le seguenti criticità:
1. Continuità della successione; 2. Gestione della successione e della continuazione aziendale; 3. Rischio sistemico; 4. Inserimento dei manager; 5. Il rinnovamento della formula imprenditoriale; 6. Le rivalità famigliari; 7. Leadership; 8. Incapacità degli eredi; 9. Rischio collegato alla perdita del fondatore.

Consigli per affrontare il passaggio generazionale 3/5 – Le sfide più sentite prima del passaggio

Come pianificare al meglio il cambiamento generazionale, gestendo i contraccolpi del processo successorio?

Le sfide più sentite nelle aziende, che necessitano spesso di consulenza, prima del passaggio generazionale sono:

1. Rischio di perdita delle persone chiave aziendali al momento della presentazione dell’’erede;

2. Inserimento dei manager;

3. Capacità di attrarre le persone chiave;

4. Continuità del nome della famiglia;

5. Gestione della successione e della continuazione;

6. Trasferimento della cultura famigliare;

7. Rischio paese: dato dal fatto che spesso l’’erede ha girato il mondo ed è venuto a contatto con culture diverse da quelle del fondatore;

8. Rischio operativo: dovuto ai controlli interni;

9. Rischio per la perdita del fondatore, specie se improvvisa.


Consigli per affrontare il passaggio generazionale 3/5 – Le sfide più sentite prima del passaggio generazionale

Le sfide più sentite in azienda prima del passaggio generazionale, che necessitano spesso di consulenza e approfondimento, si possono così elencare schematicamente:

1. Rischio di perdita delle persone chiave aziendali al momento della presentazione dell’erede; 2. Inserimento dei manager; 3. Capacità di attrarre le persone chiave; 4. Continuità del nome della famiglia; 5. Gestione della successione e della continuazione; 6. Trasferimento della cultura famigliare; 7. Rischio Paese: dato dal fatto che spesso l’erede ha girato il mondo ed è venuto a contatto con culture diverse da quelle del fondatore; 8. Rischio operativo: dovuto ai controlli interni; 9. Rischio per la perdita del fondatore, specie se improvvisa.